Così ti risolvo il Pisanu
Il Wi-fi libero grazie all’identificazione da cellulare: in questo modo aziende e Pa che offrono Wifi risolvono i limiti del decreto.I fornitori hanno risolto il problema rendendo automatica l’identificazione degli utenti tramite le sim dei loro cellulari, un’alternativa alla identificazione manuale tramite documento d’identità.
Nella pratica l”utente chiama un numero collegato al servizio o riceve un sms al numero del proprio cellulare che ha specificato quando si è registrato all’hot spot. Le sim sono sono associate a un documento d’identità che l’utente ha dovuto presentare per attivarle, da lì l’identificazione certa.
I primi a usare questa tipologia di identificazione sono stati i provider Wi-fi (dal 2008) a pagamento; poi son arrivate le Pa e gli hot spot gratuiti come le province di Roma e di Firenze, il Comune di Genova. Queste esperienze hanno in comune l’idea di una rete unica, con dati di account e log centralizzati.
Con questa scelta il servizio risulta più semplice per gli utenti, soddisfando anche un altro obbligo del de-creto: conservare i log delle navigazioni.
Il Comune di Genova e la Provincia di Roma hanno inoltre haperto le proprie reti aperte ad altri soggetti, pubblici e privati, che possono partecipare condividendo la propria connessione banda larga.permettendo loro di offrire il servizio senza preoccuparsi degli obblighi di legge (identificare l’utente, memorizzare i log): a quelli ci pensa la Pa.
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